SANGFOR TECHNOLOGIES: COLD MIGRATION E CLONING FINO A 5 VOLTE PIÙ VELOCI CON SANGFOR HCI RISPETTO A VMWARE

Il nuovo motore di cold migration e cloning di Sangfor HCI completa il trasferimento dei dischi delle VM fino a 5 volte più velocemente rispetto al workflow nativo di VMware, sulla base di test di laboratorio side-by-side effettuati su dischi con dimensioni da 500 GB a 3072 GB.

I 3 pilastri del futuro abilitato dall’AI

Gallarate (MI), 31 agosto 2026Sangfor Technologies – leader globale nel settore della cybersecurity e del cloud computing integrato e abilitato all’intelligenza artificiale – sostituisce in Sangfor HCI lo strumento di trasferimento per le operazioni di cold migration e cloning con un nuovo motore progettato appositamente: qemu-cp. Il risultato è un trasferimento dei dischi delle VM fino a 5 volte più veloce rispetto all’implementazione nativa di VMware, sulla base di test comparativi eseguiti in laboratorio su dischi con capacità da 500 GB a 3.072 GB.

Quando i team IT enterprise pianificano il refresh dell’infrastruttura virtuale, la migrazione della piattaforma o progetti di riequilibrio dei workload, le operazioni di cold migration e cold clone rappresentano due delle attività più critiche e diffuse per trasferire le immagini disco delle macchine virtuali tra differenti sistemi o location di storage. Le VM enterprise di dimensioni standard, che in precedenza richiedevano diverse ore di downtime, possono ora essere migrate in meno di 20 minuti. I progetti di migrazione massiva da VMware a HCI, che coinvolgono centinaia di VM, si riducono da diverse settimane a pochi interventi di manutenzione programmati, concentrati in specifiche finestre serali.

«Tutti questi miglioramenti in termini di performance vengono ottenuti senza compromettere la consistenza dei dati a livello di byte tra i dischi di origine e quelli di destinazione», afferma Simone Protano, Senior PreSales Manager di Sangfor.

Come Sangfor HCI accelera Cold Migration e Cloning

Il team R&D di Sangfor dedicato all’infrastruttura iperconvergente ha riprogettato il workflow di cold migration e cloning, sostituendo il tradizionale processo di trasferimento general-purpose con un’architettura ottimizzata specificamente per la gestione delle immagini disco delle macchine virtuali.

Le versioni precedenti di Sangfor HCI si affidavano a sfscp, uno strumento proprietario di copia file sviluppato internamente per gli scenari di disk image, con supporto alla copia tra host differenti. Pur offrendo prestazioni superiori ai comuni strumenti di trasferimento, sfscp presentava limitazioni intrinseche che ne frenavano le performance. L’ultima release di Sangfor HCI lo sostituisce con qemu-cp, un’utility specificamente ottimizzata per la migrazione delle immagini disco, che introduce due vantaggi fondamentali:

  • Trasferimento dei soli dati effettivi: qemu-cp elabora esclusivamente i dati utente realmente validi, ignorando le aree sparse non utilizzate e le regioni a zero, eliminando l’I/O superfluo dovuto alla scrittura dello spazio vuoto sul disco di destinazione. Non servono più scansioni complete del disco per identificare e scrivere le aree a zero: per molti workload enterprise, il volume di dati da trasferire si riduce fino al 90%.
  • Elaborazione parallela multithread e a coroutine: la nuova architettura sfrutta un meccanismo di elaborazione concorrente basato su più coroutine, sfruttando al massimo il throughput disponibile di storage e rete e accelerando le operazioni di copia delle immagini disco.

Il valore concreto per i team IT enterprise

L’incremento prestazionale fino a 5x nelle operazioni di cold migrato e cloning si traduce in vantaggi misurabili per organizzazioni di qualsiasi dimensione: finestre di manutenzione drasticamente ridotte, refresh VMware più rapidi, workload rebalancing più efficiente, nessun compromesso sulla consistenza dei dati.

«Grazie alla combinazione con un’esperienza operativa allineata a VMware, funzionalità di sicurezza native integrate e funzionalità di warm migration non-disruptive per le migrazioni senza interruzioni, questa capacità ottimizzata di cold migration e cloning offre un ulteriore strumento per rendere i progetti di sostituzione delle infrastrutture virtuali legacy più semplici, rapidi e a minor rischio», conclude Simone Protano.

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